Da qualche mese all’interno della Casa Circondariale di Reggio Emilia, è attivo un laboratorio di falegnameria gestito dalla Coop. L’Ovile, attraverso un accordo che vede coinvolti anche il Comune di Reggio Emilia ed una importante azienda produttrice di salumi.
La falegnameria è l’unica via per la riabilitazione di un cittadino recluso in regime di detenzione?
Sicuramente no, ma è una strada importante mirata al recupero della persona.

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Il detenuto che ha lavorato mentre scontava la pena, ha una percentuale bassissima di recidiva, cosa diversa per gli altri detenuti che non fanno nulla tutto il giorno e una volta usciti dal carcere tornano a commettere reati.
E’ importante che ci sia la certezza della pena, ma è altrettanto importante che la pena abbia senso laddove accompagna la persona in un percorso educativo.

Il laboratorio è alla ricerca di assi legno di recupero, sostengono che più sono sono brutte e rovinate e più possono dare buoni frutti.
Parafrasando Fabrizio De Andrè da Via del Campo se “dai diamanti non nasce niente…“, da via Settembrini possono nascere cose belle.

Chiunque avesse del legno da donare alla falegnameria del Carcere, può contattare:

Massimo Caobelli
Coop. L’Ovile 0522 271736
mcaobelli@ovile.net
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Per maggiori info:
Ovile: sitofbmappa
Casa Circondariale: sitomappa
Reggionelweb: articolo

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