Riceviamo e pubblichiamo:

Sabato 4 ottobre 2014
Manifestazione davanti al mangimificio Veronesi per un cibo senza OGM
San Pietro in Gu (PD) in via Armedola, 27

In Italia gli animali da cui derivano carne, latte, formaggio, uova e altri prodotti sono alimentati con mangimi che nell’80% dei casi contengono OGM. Chiediamo da subito trasparenza ed un etichettatura chiara su questi prodotti, vogliamo sapere come vengono alimentati gli animali, vogliamo il divieto di importazione di materie prime OGM e la valorizzazione di filiere agroalimentari rispettose dell’ambiente e della salute umana e animale.

Durante l’estate 2014 il Corpo Forestale, incalzato dalle iniziative del movimento sociale contro gli ogm, ha dovuto rendere esecutive le norme di legge che impediscono la semina e coltivazione di piante transgeniche sul territorio nazionale. La distruzione dei campi di mais MON810 coltivati illegalmente in Friuli Venezia Giulia da Giorgio Fidenato e dagli agricoltori di Futuragra ha segnato quindi un importante vittoria nella battaglia contro la coltivazione di ogm. Ciononostante, molti agricoltori dichiarano ancora di essere favorevoli a queste colture ignorando i danni all’ambiente, alla salute umana e animale e all’impoverimento della biodiversità, convinti unicamente da una promessa di maggiore remunerazione che si è rivelata priva di ogni fondamento. Non possiamo quindi credere che la partita delle semine si sia chiusa con le iniziative del 2014 e dobbiamo mantenere alta l’attenzione visto che a fine anno scadrà la moratoria nazionale.

La battaglia per liberare la nostra tavola dagli OGM è invece ancora tutta aperta perché gli OGM arrivano sugli scaffali dei supermercati direttamente al’interno di prodotti di largo consumo, come derivati (amido modificato di mais, sciroppo di mais, mono e digliceridi degli acidi grassi, destrosio, lecitina di soia [E322], olio di soia, oli vegetali, olio di mais) o indirettamente, perché gli animali sono stati alimentati con soia e mais OGM. In Italia ormai, circa l’80% dei mangimi animali contiene materia prima transgenica. L’Italia che non vuole coltivazioni transgeniche, lontano dai riflettori, tollera che i grandi marchi delle filiere dei derivati animali e le produzioni vanto del “Made in Italy” portino sulle tavole dei consumatori gli ogm. Attorno a questa ipocrisia si costruiscono grandi vetrine, come EXPO ed Eataly, che orientano le trasformazioni del sistema agroalimentare.

Mangiamo OGM senza nemmeno saperlo e ne subiamo tutti gli effetti negativi! Per questo dobbiamo lanciare una campagna di iniziative contro le aziende fautrici della diffusione di OGM.

Tra i principali attori di questo mercato abbiamo il Gruppo Veronesi, leader a livello nazionale nella produzione di mangimi, primo produttore avicolo in Europa e con i marchi Negroni e Montorsi tra le prime aziende nell’industria salumiera. Nel 2009, il Cavalier Veronesi, sentito dalle Commissioni 7° e 9° del Senato, ha dichiarato di importare 40 mila tonnellate di soia OGM al mese e solo 9 mila tonnellate di soia free OGM dedicate ai prodotti a marchio Coop o analoghi di altre catene.

Ci sembra quindi opportuno fare pressione su questo gruppo affinché la lobby dell’agroindustria muti le sue politiche e chiediamo:

  • da subito tracciabilità e trasparenza sul prodotto finito, quello che troviamo nello scaffale del supermercato. Vogliamo un’etichetta chiara che indichi la presenza di Ogm nell’alimentazione degli animali o in qualsiasi altra componente di prodotto
  • la messa a calendario di una conversione delle filiere compromesse con gli OGM, con l’obiettivo di costruire in pochi anni una produzione sementiera e una mangimistica totalmente free OGM, rispettosa dell’ambiente e della salute umana e animale.

 

COORDINAMENTO ZERO OGM, CIBO SANO PER TUTTI!